Il Governo taglia gli stanziamenti destinati alla promozione delle energie alternative e del risparmio energetico (leggi articolo Repubblica). In altre parole i cittadini non potranno più usufruire delle detrazioni fiscali per l’installazione di pannelli solari, caldaie a basso consumo, infissi isolanti ecc.
L’adozione del provvedimento ha implicazioni di grande rilievo economico ed etico. In un momento di recessione, l’Esecutivo va a colpire un settore che coniuga produzione di ricchezza, risparmio economico e tutela dell’ambiente. Un mercato in espansione che negli ultimi anni ha dato lavoro a migliaia di persone. Il provvedimento mette a rischio la sopravvivenza delle imprese che già dal suo annuncio lamentano il calo degli ordini: "Siamo stati subissati di telefonate di protesta e oltre il 90% degli interventi preventivati per i prossimi mesi sono stati disdettati", lamenta Sergio D'Alessandris, presidente dell'associazione di categoria Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico).
"Per molte piccole aziende fiorite o cresciute in questi anni - ricorda - a questo punto si mette davvero male, in tanti temono il fallimento anche perché in previsione di un mercato che avrebbe continuato a crescere hanno investito e si sono allargate per tenere testa alla domanda in espansione".
D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un Governo che si oppone alle proposte dell’Ue in materia di tutela ambientale e che non rispetta i parametri stabiliti dal protocollo di Kyoto, con la scusa che le imprese italiane pagherebbero un costo troppo elevato? E che dire allora del prezzo pagato dai cittadini a causa dell’inquinamento: stress, nevrosi, tumori. Pensiamo ai casi più eclatanti, come gli avvelenamenti provocati dai petrolchimici, dalle fabbriche di amianto, dallo smaltimento illegale dei rifiuti speciali da parte delle aziende, dalla contaminazione delle falde idriche ecc.
I cittadini hanno diritto a respirare aria pulita, a bere acqua pura, a vivere in luoghi salubri. Ciò non è utopia, ma l’orizzonte verso cui dovrebbe tendere l’azione di governo di un Paese avanzato. Oggi, invece, ci troviamo al cospetto di una politica che non vede la tutela dell’ambiente come una priorità da perseguire per migliorare la qualità della vita delle persone, neanche quando questa potrebbe rappresentare una fonte di mercato sano e di autentico sviluppo: una politica suicida e incivile.
Dall’altro lato dell’oceano, negli Usa, dove l’industria è fortemente sviluppata, Obama lancia un piano di investimenti per fronteggiare la crisi, incentrato sullo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e sulle grandi opere che daranno lavoro a milioni di persone per diversi anni e che innovano il Paese. In Francia Sarkozy aumenta i fondi per l’istruzione e la formazione. In Italia Berlusconi taglia su scuola e ambiente, aumenta l’iva a Sky (suo concorrente), distribuisce social card di 40 euro per gli anziani e una tantum (da 200 a 1000 euro all’anno) alle famiglie.
Matteo Scirè
(Coordinatore Circolo)